2012

  • Venezia – Galleria Bonan, mostra personale
  • Torino – Galleria Velan · Modena – Galleria Punto Arte C.A.C.
  • Città di Castelfranco Emilia (MO),  Museo Civico Archeologico – Palazzo Piella – mostra personale
  • Novara – Galleria Arte Rotaross
  • Torino – Accorsi Arte
  • Alessandria – Galleria LVS
  • Torino – My Art Gallery

2014

  • Mondovì – Il cantico dell’eterno femminino: dialogo tra pittura e scultura – Michele Baretta, Sergio Unia – Centro espositivo Santo Stefano
  • Bologna – Sculture “en plein-air”,  Via IV Novembre (adiacente Piazza Maggiore) a cura dell’Associazione Albergatori
  • Asti – Palazzo Ottolenghi – L’aspetto emozionale della forma –  mostra personale

2015

  • Asti – Alle origini del gusto – In Contemporanea, Palazzo Mazzetti – collettiva con 7 artisti
  • Asti – L’arte contro la guerra – Mostra personale, Fondazione Guglielminetti, Palazzo Alfieri
  • Montemagno d’Asti – presso “Casa del Portone” – Mostra personale
  • Città di Asti – Assessorato alla cultura e al Palio – Sculture e disegni – Fondazione E. Guglielminetti, Palazzo Alfieri
  • Pinerolo – XXIII Biennale d’Arte Contemporanea – L’Arte e il Mistero Cristiano – mostra personale
  • Savigliano – Museo civico a Olmo – La scultura contemporanea a colloquio con Davide Calandra

2017

  • Ariccia (Roma) Museo Palazzo Chigi – Sculture e disegni ” Dialoghi in ordine sparso”
  • Rassegna ” La terra degli Dei”gli Artisti della Ceramica- Centro storico Avigliana e a seguito Castello della Rovere di Vinovo (To)
  • Artisti a Bossolasco (Cuneo) Forme e colori – personale sculture e disegni
  • Castello medievale Colonna di Genazzano-sculture “Dialoghi in ordine sparso”
  • Colonna di Genazzano (Roma) – Castello medievale – Sculture  “Dialoghi in ordine sparso”

Celebrità

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2002 – Mostra personale nella Villa di Luchino Visconti “fondazione La Colombaia”. Dedica del regista Arthur Penn

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A cena con Gianni Morandi e Red Ronnie

I giudizi di Sgarbi – 99 artisti dai cataloghi d’arte e dintorni

“Sergio Unia è uno scultore che ama il tuttotondo e la dolcezza delle superfici. Nella sua ricerca figurale, oltre alle doti che gli derivano da una conoscenza approfondita della tecnica della fusione in bronzo, è costante la componente dinamica, l’apparenza cioè di un’azione che imprime alle sue figure una motricità non sospesa, bensì afferrata nella scansione di un attimo.9788837418267_0_240_0_0

Questi lavori si propongono con una modalità incalzante, data la forza intrinseca di una costruzione mirata e calcolata. La raffigurazione del corpo umano porge qui un messaggio di freschezza, e nel contempo la sensazione di un ritmo danzante, sospeso su un vuoto senza enigmi. La migliore qualità di questo scultore consiste proprio nel fatto che egli si propone sempre di formulare un messaggio compiuto, che nasce dalla opportunità formale e temporale della scelta narrativa, ovvero della visualizzazione dell’azione plastica immessa in uno spazio scenico. La dolce sensualità del suo universo prevalentemente femminile rifiuta la sofisticazione, poiché è evidente il suo rifiuto a sottostare alle innovazioni plastiche e tecniche, preferendo aderire alle stesse ragioni che appartenevano ai maestri del passato. Egli quindi conserva della scultura classica la ricchezza e l’acquisizione di cadenze veritiere, rifiutando la retorica della drammatizzazione, e preferendo sublimare la forma in un’evocazione di segretezza distaccata e aristocratica. Sergio Unia mantiene fermo una sorta di patto ideale con la materia bronzea, assoggettandola ad un’espressività estetica di estrema felicità, dove il culto della bellezza non è solo fantasia plastica, ma adesione a una mitologia. Egli interpreta il corpo umano senza mai precipitare nella retorica dell’eloquenza, bensì attraverso la scelta felice di assumere un’intonazione celebrativa basata sull’economia pacata dei gesti e delle posture. La vita che vibra e pulsa in questi corpi, il cui destino figurale si compie al centro di un sogno controllato dalla ragione, racconta un’appartenenza immanente all’armonia cosmica.

Scultore di stile, Unia appare spontaneo nel raccontare il mistero della natura umana, ma nella semplice naturalezza della sua figurazione c’è tutta la coerenza stilistica di un cultore del vero in arte, e la segreta forza alchemica con cui imprime significato alla materia plasmata e al successivo processo di fusione. Le sue figure giovanili porgono una suggestione di classicità quanto mai espressiva, la cui limpidezza formale si esalta anche pittoricamente nelle cromie del bronzo. Il clima di incantamento che le circonda è dato dalla pelle del metallo appena intaccato da lievi erosioni, che paradossalmente ne

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esaltano la luce e la morbidezza. I tratti fisici si esprimono attraverso torsioni equilibrate, in equilibri dinamici che appartengono alla quotidianità. Persino il tema della danza si distende più nella conclusione dello sforzo che sulla tensione dinamica e muscolare dell’azione. In questi tempi di scorribande delle avanguardie sperimentali e di ricerche dove il senso dell’umano è stato disperso in astrazioni e alterazioni piuttosto presuntuose, è gradevole riposare lo sguardo su un’arte di tradizione ormai solitaria, che ha a cuore la plausibilità dell’anatomia e la  precisione espressiva dei volti.

Questo modo di tracciare nello spazio segni leggibili e veritieri, rifiutando le trappole espressionistiche della deformazione, rappresenta infine la scelta di riproporre una speranza di perfettibilità, e quindi anche un modo di respingere il dolore e il grido indignato, che appartiene solo a chi ha perso la voglia di vivere.”

Tratto da “I giudizi di Sgarbi – 99 artisti dai cataloghi d’arte e dintorni”, Giorgio Mondatori Editore.

Drappi del Palio di Asti 2015

Il Palio di Asti o Palio Astese (nella sua nomenclatura più arcaica), è una festa tradizionale astigiana che ha radici medievali nata nell’ambito delle celebrazioni patronali di San Secondo e culmina con una corsa di cavalli montati a pelo, ovvero senza sella.

La festa per il patrono, si svolge ininterrottamente dal XII secolo e le prime notizie della corsa, citate dal cronista Guglielmo Ventura, risalgono al terzo quarto del XIII secolo ed anch’essa si svolge ininterrottamente, salvo due interruzioni di settanta anni nel XIX secolo e di trenta nel XX secolo.

La gara, che un tempo si teneva durante le feste patronali del mese di maggio e che si correva”alla lunga” attraverso la contrada Maestra (l’attuale Corso Alfieri), dal 1967 si disputa all’interno di un circuito apposito (o “al giro”); fino all’edizione del 2017 il Palio si disputava la terza domenica di settembre. Dal 2018, come ufficializzato nel Consiglio del Palio del 23 ottobre 2017, il Palio si disputerà la prima domenica di settembre.

Dal 1982 la corsa si disputa nella centrale piazza Alfieri di Asti.